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GIOVANNI PAOLO II

UDIENZA GENERALE

Mercoledì, 29 aprile 1998

   

Maria, la Madre (Lettura: Lc 1, 26- 33)

1. Orientando il nostro sguardo verso Cristo, il Giubileo ci invita a volgere gli occhi anche verso Maria. Non possiamo separare il Figlio dalla Madre, perché "essere nato da Maria" appartiene all'identità personale di Gesù. Fin dalle prime formule di fede, Gesù fu riconosciuto Figlio di Dio e Figlio di Maria. Lo ricorda ad esempio Tertulliano quando afferma: "Bisogna credere in un Dio unico, onnipotente, creatore del mondo, e nel Figlio suo Gesù Cristo, nato dalla Vergine Maria" (De virg. vel., 1,3).

Come Madre, Maria è stata la prima persona umana a rallegrarsi di una nascita che segnava una nuova era nella storia religiosa dell'umanità. Dal messaggio dell'angelo, conosceva il destino straordinario riservato al bambino nel piano della salvezza. La gioia di Maria si pone alla radice di tutti i Giubilei futuri. Nel suo cuore materno si è dunque preparato anche il Giubileo che ci avviamo a celebrare. Per questo la Vergine Santa deve essere presente in modo per così dire "trasversale" nella trattazione dei temi previsti lungo tutta la fase preparatoria (cfr Tertio millennio adveniente, 43). Il nostro Giubileo dovrà essere una partecipazione alla sua gioia.

2. L'inseparabilità di Cristo e di Maria viene dalla volontà suprema del Padre nel compimento del disegno dell'Incarnazione. Come dice Paolo, "quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna" (Gal 4,4).

Il Padre ha voluto una madre per il suo Figlio incarnato, perché Egli nascesse in modo veramente umano. Ha voluto, al tempo stesso, una madre verginale, come segno della filiazione divina del bambino.

Per realizzare questa maternità, il Padre ha chiesto il consenso a Maria. L'angelo le ha infatti esposto il progetto divino e ha atteso una risposta, che doveva venire dalla sua libera volontà. Ciò emerge chiaramente dal racconto dell'Annunciazione, dove si sottolinea che Maria avanzò una domanda, da cui traspare il proposito di conservare la verginità. Quando l'angelo le spiega che l'ostacolo sarà superato attraverso l'opera dello Spirito Santo, Ella esprime il suo consenso.

3. "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto" (Lc 1, 38). Questa adesione di Maria al progetto divino ha avuto un effetto immenso su tutto il futuro dell'umanità. Possiamo dire che il "sì" pronunciato al momento dell'Annunciazione ha cambiato il volto del mondo. Era un "sì" alla venuta di Colui che doveva liberare gli uomini dalla schiavitù del peccato e procurar loro la vita divina della grazia. Da questo "sì" della giovane di Nazaret è stato reso possibile per l'universo un destino di felicità.

Evento meraviglioso! La lode che sgorga dal cuore di Elisabetta nell'episodio della Visitazione può ben esprimere il giubilo dell'intera umanità: "Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo" (Lc 1,42).

4. Dall'istante del consenso di Maria, si realizza il mistero dell'Incarnazione. Il Figlio di Dio entra nel nostro mondo ed incomincia a vivere da uomo, pur rimanendo pienamente Dio. Da quel momento, Maria diviene Madre di Dio.

Questo titolo è il più alto che si possa attribuire ad una creatura. È totalmente giustificato in Maria, perché una madre è madre della persona del figlio in tutta l'integrità della sua umanità. Maria è "Madre di Dio" in quanto è Madre del "Figlio che è Dio", anche se questa sua maternità è definita nel contesto del mistero dell'Incarnazione.

Fu appunto questa intuizione che fece fiorire nel cuore e sulle labbra dei cristiani, fin dal terzo secolo, il titolo di Theotókos, Madre di Dio. La preghiera più antica rivolta a Maria ha origine in Egitto e chiede il suo soccorso in circostanze difficili, invocandola "Madre di Dio".

Quando, più tardi, alcuni contestarono la legittimità di questo titolo, il Concilio di Efeso, nel 431, l'approvò solennemente e la sua verità s'impose nel linguaggio dottrinale e nell'uso della preghiera.

5. Con la maternità divina, Maria ha pienamente aperto il suo cuore a Cristo, e in Lui a tutta l'umanità. La dedizione totale di Maria all'opera del Figlio si manifesta soprattutto nella partecipazione al suo sacrificio. Secondo la testimonianza di Giovanni, la Madre di Gesù "stava presso la croce" (Gv 19,25). Si è unita dunque a tutte le sofferenze che affliggevano Gesù. Ha partecipato all'offerta generosa del suo sacrificio per la salvezza dell'umanità.

Questa associazione al sacrificio di Cristo ha prodotto in Maria una nuova maternità. Ella, che ha sofferto per tutti gli uomini, è diventata madre di tutti gli uomini. Gesù stesso ha proclamato questa nuova maternità quando le ha detto dall'alto della croce: "Donna, ecco il tuo figlio" (Gv 19,26). Maria era così costituita madre del discepolo amato e, nell'intenzione di Gesù, madre di ogni discepolo, di ogni cristiano.

Questa maternità universale di Maria, destinata a promuovere la vita secondo lo Spirito, è un supremo dono di Cristo crocifisso all'umanità. Al discepolo amato Gesù disse: "Ecco la tua madre". E da quell'ora egli "l'accolse nella sua casa" (Gv 19,27), meglio, "tra i suoi beni", tra i doni preziosi a lui lasciati dal Maestro crocifisso.

Le parole: "Ecco tua madre" sono rivolte ad ognuno di noi. Siamo invitati ad amare Maria come Cristo l'ha amata, a riceverla come Madre nella nostra vita, a lasciarci guidare da Lei sulle vie dello Spirito Santo.


Saluti

Rivolgo ora un cordiale saluto a tutti i pellegrini di lingua italiana. In particolare, al gruppo Federpensionati della Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti ed auspico di cuore che questo incontro sia loro d'incoraggiamento ad operare per mantenere vivi nel mondo rurale gli insegnamenti della dottrina sociale della Chiesa, seguendo i quali è possibile promuovere l'autentico sviluppo agricolo.

Saluto, poi, i partecipanti alla staffetta promossa dalla Sezione di Rovigo della Croce Rossa Italiana, che intende sensibilizzare l'opinione pubblica circa le gravi conseguenze connesse all'uso in guerra delle mine, orribile strumento di morte, ed allo stesso tempo raccogliere fondi per aiutare le popolazioni colpite da tale terribile piaga. Formulo voti che il loro sforzo rechi un valido contributo alla pace ed alla solidarietà fra i popoli.

Saluto, inoltre, gli Ufficiali ed i Militari del "Centotrentunesimo Reggimento Centauro" di Foggia qui presenti, ringraziando tutti per la loro presenza.

Il mio pensiero va, infine, come di consueto, ai giovani, ai malati ed agli sposi novelli.

La Liturgia celebra oggi santa Caterina da Siena, Vergine domenicana e Dottore della Chiesa, nonché Compatrona d'Italia insieme con san Francesco d'Assisi.

Cari giovani, siate innamorati di Cristo, come lo fu Caterina, per seguirlo con slancio e fedeltà. Voi, cari ammalati, immergete le vostre sofferenze nel mistero d'amore del Sangue del Redentore, contemplato con speciale devozione dalla grande Senese. E voi, cari sposi novelli, col vostro reciproco e fedele amore siate segno eloquente dell'amore di Cristo per la Chiesa.

Ed ora ci disponiamo alla Benedizione Apostolica, cantando insieme il Pater noster.


Parole del Santo Padre ai pellegrini croati

Testo croato:

Draga braco i sestre, punina milosti koju ljudski rod sada zivi podsjeca da je Krist Gospodar vremena: da je njegovo pocelo i njegov završetak (usp. Ap. poslanica Tertio millennio adveniente, br. 10). On je proglasio godinu milosti Gospodnje (usp. Lk 4, 16-30) izlivši Duha Svetoga za oproštenje grijehâ i objavivši svijetu novi zivot koji je Otac pripravio za sve ljude.

Srdacno pozdravljam vjernike Zupe sv. Leopolda Mandica u Slavonskom Brodu i ostale hrvatske hodocasnike. Na sve zazivam Bozji blagoslov.

Hvaljen Isus i Marija!

Versione italiana del testo croato:

Carissimi fratelli e sorelle, la pienezza di grazia, che l'umanità sta vivendo, ricorda che Cristo è il Signore del tempo: è il suo principio e il suo compimento (cf Lettera Ap. Tertio millennio adveniente, 10). Egli ha promulgato l'anno di misericordia del Signore (cf. Lc 4, 16-30), effondendo lo Spirito Santo per la remissione dei peccati e manifestando al mondo la vita nuova preparata dal Padre per tutti gli uomini.

Saluto cordialmente i fedeli della Parrocchia di S. Leopoldo Mandic in Slavonski Brod e gli altri pellegrini croati, invocando su tutti la benedizione di Dio.

Siano lodati Gesù e Maria!


Saluto ai pellegrini della REPUBBLICA CECA:

Srdecne vítám poutníky z Príbrami!

Moji drazí, príští nedeli budeme slavit Mezinárodní den modliteb za povolání. Usilujte stále více o správnou formaci svedomí, abyste nacházeli zalíbení v duchovních i morálních hodnotách a v krestanských ideálech.

K tomu vám všem ze srdce zehnám!

Chvála Kristu!

Traduzione italiana

Un cordiale benvenuto ai pellegrini provenienti da Príbram!

Domenica prossima celebreremo la Giornata mondiale di preghiera per la Vocazioni. Promuovete sempre più la formazione delle coscienze, affinché troviate compiacimento nei valori spirituali e morali e negli ideali cristiani.

Con questi voti vi benedico di cuore!

Sia lodato Gesù Cristo!


Saluto del Santo Padre in lingua ungherese ai pellegrini provenienti dall'Ungheria (dall'Ardiciocesi di Veszprém e dalla diocesi di Pécs).

Testo ungherese

Isten hozott Benneteket, kedves magyar zarándokok, a kórust Ajkáról és a katolikus iskola tanárait Dombóvárról. Ez a szolgálat a katolikus iskolában azon túl, hogy közvetíti a hagyományos egyéni és közösségi értékrendet, megtanítja a fiatalokat arra is, hogy hit és tudás között csak vélt az ellentét. Nehéz de szép és fontos hivatástokra szívbŒ l adom az apostoli áldást.

Dicsértessék a Jézus Krisztus!

Traduzione italiana

Vi saluto cordialmente, cari pellegrini ungheresi, il gruppo del coro da Ajka e quello degli insegnanti dalla scuola cattolica a Dombóvár. Tale vostro servizio nella scuola, oltre che trasmette i tradizionali valori individuali e sociali, insegna ai giovani anche a trovare l'armonia tra fede e scienza. Per la vostra vocazione difficile ma bellissima e importante invoco volentieri la Benedizione Apostolica.

Sia lodato Gesù Cristo!

  



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