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  DISCORSO DI SUA SANTITÀ PIO PP. XII
ALLE GIOVANI ASPIRANTI DI AZIONE CATTOLICA*

Basilica Vaticana - Domenica, 30 settembre 1951

 

Ecco finalmente anche voi, dilette figlie, Aspiranti della Gioventù cattolica femminile, il cui accrescimento in numero e in fervore, la cui aspirazione verso la maturità e la perfezione, allietano così intimamente il Nostro cuore di Padre.

Dopo trent'anni di vita della vostra Sezione, è ben giusto che voi manifestiate con giovanile esuberanza la vostra gioia e la vostra fierezza. Ed è anche giusto e profittevole di volgere indietro uno sguardo per misurare i vostri progressi compiuti in quel vasto campo di azione, che è la Chiesa di Gesù Cristo, arena nella quale vi addestrate ai cimenti di domani, sotto la guida di chi vi forma alla pietà e alle grandi virtù evangeliche e vi inizia alle belle imprese dell'apostolato cattolico.

Anche le più piccine tra voi sanno e comprendono che il vostro titolo di Aspiranti della Gioventù cattolica femminile vi obbliga a distinguervi dalle altre adolescenti per la vostra pietà religiosa. La quale, per riuscire degna di questo nome, non solo deve essere incessantemente alimentata con la preghiera quotidiana, con la frequenza dei Sacramenti, con le altre pratiche di vita cristiana, ma richiede anche l'esatto adempimento di tutti i doveri, in famiglia, nella scuola, nella Sezione, nella società in cui vivete. Doveri di ogni specie, nei quali conviene che vi accostumiate a vedere espressa la volontà di Dio e aperta innanzi a voi la via per attuare, senza indugio e coi fatti, il vostro santo ideale di apostolato.

Apostolato : è una parola che suona bene alle vostre orecchie e al vostro cuore, ma che deve essere più di una semplice parola. In realtà, essa vuol dire fare il bene intorno a voi, specialmente con la vostra condotta, affinchè su quanti vi circondano s'irradino gl'insegnamenti di Gesù; vuol dire ispirare con lo spettacolo della vostra vita la stima e il desiderio della virtù, mentre altri coi cattivi portamenti trascinano al male e alla rovina.

Senza questo esempio vivo, scaturito dal fondo del vostro cuore, tutte le pretese di apostolato, tutte le manifestazioni esteriori del vostro entusiasmo, si risolverebbero in una vana ostentazione, atta piuttosto a gettare il discredito sull'Azione cattolica e a convalidare le maligne insinuazioni di chi la dice inutile pianta, che aduggia coprendo il vuoto e ammantandosi di apparenze.

La vostra Regola fa obbligo all'Aspirante di tendere ad essere in tutto la prima. In tutto : nella vita di alunna, come in quella di famiglia, ma in modo particolare nella pratica delle due virtù celesti, che sono la carità e l'angelica purezza, attinte al Cuore di Gesù, illuminate alla luce di Gesù, nutrite dal Corpo di Gesù, fortificate nella lotta e nel sacrificio.

Che queste due virtù regnino in voi; che arda in voi il fuoco della carità, che in voi risplenda il candore della purezza: in tal guisa voi sarete fin da ora apostole, per conquistare le anime a Cristo ed esercitare la missione che l'Azione cattolica attende da voi.

Voi eserciterete questa missione in mezzo al vostro mondo giovanile e a quello dei grandi, presentandovi a tutti quali vi andrete formando alla scuola di Gesù, anime sincere, leali, pure, coraggiose, senza umani rispetti, piene di riguardi per gli altri, cortesi e modeste, volenterose e liete, così da divenire la edificazione e la gioia di coloro che vi accostano.

Liete dovete essere, di quella letizia, che viene dalla buona coscienza, dalla vita bene ordinata, dall'esatta osservanza di tutti i vostri doveri, ed è, come dice l'Apostolo S. Paolo (Gal. 5, 22), frutto dello Spirito Santo, che abita in noi con la grazia. Questa letizia santa, che non conosce la tristezza, frutto del peccato, dell'orgoglio e delle cattive passioni; questa innocente festosità, che vi darà ali per il bene e vi renderà leggero ogni peso, mentre sarà l'aroma della vostra vita, e la preserverà dalle attrattive del male, sarà essa stessa agente di primo ordine ai fini del vostro apostolato.

Tutti i ragionamenti, tutti i discorsi, sarebbero di minore efficacia per far amare la dottrina e la legge di Gesù che la vista dei vostri volti raggianti di carità, di purezza e di gioia.

Col voto che sia così di voi e di tutte le Aspiranti d'Italia, in questo momento a voi unite di cuore, Noi preghiamo il Signore che la celebrazione del vostro trentesimo anniversario sia per tutte nuovo e potente impulso ad ogni felice incremento nel numero e nello spirito. E mentre imploriamo dal Signore, auspice la celeste Madre, volontà ferma, perseveranza di propositi, perenne effusione di grazia, impartiamo con paterno affetto a tutte, alle presenti e alle lontane, alle valorose dirigenti, alle vostre famiglie, l'Apostolica Benedizione.


*Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, XIII,
 Tredicesimo anno di Pontificato, 2 marzo 1951 - 1° marzo 1952, pp. 275 - 277
 Tipografia Poliglotta Vaticana

 



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